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L'asteroide Vesta
Il
veicolo spaziale Dawn della NASA, durante la prima di quattro orbite
a spirale è entrato a contatto con un oggetto nella fascia principale
degli asteroidi: Vesta.
L'orbita inizierà l'11 agosto, ad una altitudine di circa
2.700 chilometri e fornirà approfondimenti sull'asteroide. Vesta è
l'oggetto più luminoso visibile dalla Terra nella fascia degli asteroidi
e si pensa possa essere la fonte di un gran numero di
meteoriti che cadono sulla Terra. Il team che cura la missione ha
presentato la prima immagine "full-frame" di Vesta ripresa il 24
luglio:

Questa immagine è stata scattata da una distanza di 5.200
chilometri. credit: NASA JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA
Le Immagini riprese dalla fotocamera di Dawn, come
preparazione per le osservazioni scientifiche, stanno rivelando dettagli
della superficie del gigantesco asteroide. Sarà possibile vedere l'intero
asteroide, dal momento che l'asteroide gigante gira sul suo asse una volta
ogni cinque ore e 20 minuti.
Marc
Rayman, ingegnere capo di Dawn e manager del Propulsion Laboratory della
NASA a Pasadena, California ha affermato: "adesso che siamo in orbita
attorno ad uno dei mondi inesplorati nel sistema solare interno, possiamo
vedere un luogo unico e affascinante".
Dopo aver viaggiato per quasi quattro anni e 2,8 miliardi km, Dawn è
stata catturata dalla gravità di Vesta, e vi sono attualmente 2.900
chilometri tra l'asteroide e il veicolo spaziale. L'asteroide gigante e il
suo nuovo vicino di casa sono a circa 184 milioni di chilometri di
distanza dalla Terra.
Chris
Russell, ricercatore principale di Dawn alla UCLA. "Ci hanno chiesto se
Vesta può essere considerato il più piccolo pianeta del Sistema
Solare, le ultime immagini mostrano una varietà di processi che una
volta erano al lavoro sulla superficie di Vesta, possono fornire ampia
prova per le aspirazioni planetarie di Vesta".
Gli ingegneri sono ancora al lavoro per determinare l'ora esatta in cui
Down è entrata nell'orbita di Vesta, il team ha riportato un tempo
approssimativo di inserimento nell'orbita. (12:47 EDT il 16 luglio).
Oltre alla fotocamera, Dawn include altri strumenti: il rivelatore
di raggi gamma e neutroni e lo spettrometro del visibile e
dell'infrarosso. Il rivelatore di raggi gamma e neutroni utilizza 21
sensori con un campo molto ampio per misurare l'energia delle particelle
subatomiche emesse dagli elementi della superficie dell'asteroide. Lo
spettrometro per la mappatura del visibile e dell'infrarosso
misurerà la mineralogia di superficie sia di Vesta e che del prossimo
obiettivo di Dawn, il pianeta nano Cerere. Lo spettrometro è una modifica
di uno simile che ha volato nelle missioni dell'ESA (Agenzia spaziale
europea) Rosetta e Venus (missioni Express).
Down farà anche un'altra serie di misurazioni scientifiche di Vesta e
Cerere mediante il trasmettitore radio della sonda in tandem con le antenne
sensibili sulla Terra. Gli scienziati monitoreranno i segnali di Dawn e
poi di Cerere per rilevare eventuali sottili variazioni nei campi di gravità degli
oggetti. Queste variazioni forniranno indizi sulla struttura interna
di questi corpi.
Jim
Green, direttore divisione planetaria della NASA a Washington ha
dichiarato: "Le nuove osservazioni di Vesta sono l'esempio
delle meraviglie svelate attraverso l'esplorazione costante del nostro
sistema solare".
Down è stata lanciata nel settembre 2007. Dopo un anno intorno a Vesta, la
navicella spaziale partirà nel mese di luglio 2012 alla volta Cerere, dove
arriverà nel 2015. La missione Dawn verso Vesta e Cerere è gestita
dal JPL per il Mission Directorate della NASA Science di Washington. Il
JPL è una divisione del California Institute of Technology di Pasadena.
Down è un progetto del Programma Discovery, gestito dal NASA
Marshall Space Flight Center di Huntsville, Alabama
L'università di UCLA è responsabile per le attività scientifiche della missione Dawn. L'Orbital Sciences Corp. di Dulles, in
Virginia, ha progettato e costruito la navicella. Il Centro aerospaziale
tedesco, l'Istituto Max Planck per la ricerca sul sistema solare,
l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Istituto Italiano Nazionale di Astrofisica
sono i partner internazionali della squadra missione. Ancora una volta
l'Italia eccelle in campo spaziale fornendo un contributo scientifico di alto
livello.
Il Meteorite di Millbillillie (Australia
Occidentale) Type: Stone.
Eucrite.
Due
lavoratori di
Millbillillie:
F. Vicenti e F. Quadrio, nell'ottobre del 1960 osservarono una palla di
fuoco che tocco il suolo. Nessuna ricerca fu immediatamente avviata,
ma Vicent D. e M. Finch nel 1970 e 1971 trovarono due pietre in questa
pianura. Aborigeni locali ne trovarono altre. La più grande pietra
(20 kg) e una più piccola (565 gr.), si trovano nel Museo dell'Australia
Occidentale. Si ritiene che le meteoriti provengano quasi
sicuramente da Vesta perchè contengono lo stesso spettro del pyroxene che
è comune nelle colate laviche. La struttura minerale all'interno dei
campioni mostra che si tratta di materia fusa e solidificata. Gli isotopi
dell'ossigeno sono completamente diversi da quelli terrestri o da
qualsisasi altro meteorite studiato. Le rocce espulse dalla superficie
dell'asteroide vengono, attraverso spinte gravitazionali di Giove, verso
una nuova orbita che intreccia quella terrestre. Al momento Vesta è il
quarto oggetto del sistema solare di tipo terrestre di cui si sono potuti
studiare frammenti di roccia. (Terra, Marte, Luna e Vesta).
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Luigi Pizzimenti
FOAM13
Membro dell'International
Meteorite Collectors Association

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