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Visitare il Garber
Facility (non aperto al pubblico) del Museo Smithsonian di
Washington è come entrare nella capsula del tempo. Per
questo devo ringraziare la dott.ssa Amanda Young e la
dott.ssa Cathleen
Lewis curatrice "International Space Programs", per
l'esclusivo permesso di entrare nel caveaux. Vi assicuro cosa
non semplice, ci sono voluti 2 anni di pubbliche relazioni...
Difficile
descrivere la sensazione di trovarsi di fronte alla tuta utilizzata da Neil
Armstrong nella prima storica missione Apollo 11. La tuta è in
ottime condizioni di conservazione e pur essendo stata pulita e aspirata più volte negli ultimi 40 anni,
la polvere
lunare è ancora presente. Mi
hanno raccontato che osservandola al microscopio, i frammenti di regolite lunare
si sono saldamente legati al tessuto
esterno della tuta (Betacloth), rendendo impossibile
estrarli.
Nel
complesso sono conservate le tute dei programmi Mercury, Gemini e Apollo.
Ho avuto la possibilità di visionare la tuta Mercury di Deke Slayton (non
utilizzata nello spazio). Emozionante vedere e toccare con mano la tuta di
Ed White utilizzata nella missione Gemini IV, quando l'astronauta
scomparso nella tragedia di Apollo 1, effettuò la prima EVA americana e
seconda dopo quella del russo Leonov.
Infine la
tuta più "sporca" di Luna! Quella del Geologo Harrison Schmitt utilizzata
durante l'ultima missione umana sulla Luna, Apollo 17.
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