| 08/02/2011 La Navicella Keplero scopre un nuovo sistema planetario. | |
credit: NASA / Tim Pyle |
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| 31 Gennaio 2011 Lancio di Apollo 14 | |
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Esattamente quarant'anni fa, il 31 gennaio 1971 veniva lanciato Apollo 14, era la terza missione lunare, dopo che il viaggio di Apollo 13 era terminato con un quasi disastro... Le speranze della NASA e di tutti gli americani erano nelle mani di Alan Shepard mitico astronauta Mercury e primo americano nello spazio, Stuart Roosa pilota del modulo di comando e Edgar Mitchell pilota del modulo lunare. Per conoscere l'intera storia con particolari e immagini inedite: PROGETTO APOLLO
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| 27 Gennaio 2011 Ricordiamo Apollo 1 | |
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La tragedia avvenne sulla rampa di lancio durante il test finale della
missione inizialmente denominata Apollo 204. Sarebbe stata lanciata
il 21 febbraio 1967, ma gli astronauti Virgil Grissom, Edward White e
Roger Chaffee persero la vita nell'incendio del modulo di comando
Gli astronauti dell'Apollo erano entrati nella capsula alle ore 13 di
Venerdì 27 Gennaio 1967. I problemi sorsero immediatamente. Il primo
problema fu quando Gus Grissom entrato nella navicella dopo aver
collegato a sua fornitura di ossigeno dal veicolo spaziale, disse di
aver sentito uno strano odore nella tuta spaziale come un "odore
acre". L'equipaggio si fermò per vedere se l'aria tornava ad essere
normale, il centro di controllo dopo averne discusso con Grissom
decise di continuare il test.
Le procedure per la fuga di emergenza richiedevano normalmente 90 secondi.
Ma in pratica l'equipaggio non aveva mai compiuto questa operazione in
soli 90 secondi... adesso si trattava di farlo con il fuoco e il fumo che
avvolgeva i tre uomini! Nella primavera del 1967, il dottor George E. Mueller, Amministratore associato per i voli con equipaggio della NASA, annunciò che la missione prevista per Grissom, White e Chaffee sarebbe stata denominata Apollo 1 per onorare la memoria dei tre astronauti scomparsi Il Programma lunare aveva già chiesto il suo tributo agli uomini. Per conoscere l'intera storia con particolari e immagini inedite: PROGETTO APOLLO
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| 21 Gennaio 2011- Flyby con Phobos | |
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La sonda Mars Express ha inviato le immagini riprese
durante il flyby del 9 gennaio 2011. Mars Express è passata ad una
distanza di soli 100 km dal più grande dei satelliti di Marte: Phobos.
Spettacolari immagini di Phobos ripreso durante il flyby. credit:ESA
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| 11 Gennaio 2011 - Primi risultati di Plank | |
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«L’Italia in questi anni ha raggiunto – rileva il presidente dell’Agenzia
Spaziale Italiana, Enrico Saggese - una posizione di eccellenza nel campo
dell’osservazione ed esplorazione dell’Universo vicino e lontano.
L’importante contributo italiano dato al successo della missione Planck ne
è una conferma». Oggi 11 gennaio 2011 vengono infatti resi pubblici i primi, attesissimi, risultati scientifici della missione. Risultati presentati dalla Planck Collaboration a Parigi, proprio questa settimana, nel corso di un importante convegno su ben 25 articoli scientifici sottomessi per la pubblicazione adAstronomy & Astrophysics. Planck ha rilevato l’esistenza di una popolazione di galassie, altrimenti invisibili, a miliardi di anni indietro nel tempo: avvolte nella polvere, in esse si formavano stelle a un ritmo vorticoso, da 10 a 1000 volte più rapido di quello che possiamo osservare oggi nella nostra galassia. Si tratta di misure mai effettuate prima a queste lunghezze d’onda. fonte: official web: Satellite/Plank
La distribuzione delle sorgenti compatte nell'ERCSC In alto a sinistra: la posizione nel cielo di tutte le sorgenti galattiche dell'ERCSC. In alto a destra: la posizione nel cielo di tutte le sorgenti extragalattiche dell'ERCSC.
Sopra a sinistria: immagine della prima survey a tutto cielo di Planck con evidenziate, nei sei riquadri, le posizioni dei primi campi utilizzati per rilevare e studiare le anisotropie del fondo cosmico infrarosso. Sopra a destra:Mappa sintetica delle componenti anomale rilevate da Planck: sullo sfondo, la distribuzione galattica dell'emissione in eccesso; nei due riquadri, l'emissione anomala della polvere proveniente dalle nubi molecolari di Perseo e di Rho Ophiuchus. I
Sopra: Mappa della distribuzione galattica dell'emissione in eccesso, sovraimpressa sulla mappa dell'intero cielo a microonde ottenuta da Planck al termine del primo anno di osservazione. Crediti: ESA/Planck Collaboration |
| 09 Gennaio - 2011 - Dalle missioni Apollo: la Luna come la Terra | |
![]() Composizione interna della LUNAcredit: NASA
Passive Seismic Experiment contenuto nell'ALSEP ( Apollo Lunar Surface Experiments Package) Lasciato sulla Luna dagli astronauti della missione Apollo 14 durante la prima attività extraveicolare (EVA1) credit:NASA
Tracciato originale inviato sulla Terra dagli strumenti dell'ALSEP (collezione dell'autore)
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Un team di ricercatori della NASA analizzando e comparando i dati delle missioni Apollo, ha scoperto che la Luna possiede un nucleo simile a quello terrestre. Riuscire a determinare i dettagli del nucleo lunare è un fattore importante per lo sviluppo di modelli accurati per comprendere la formazione della Luna. Applicando le tecniche attuali ai risultati delle missioni Apollo i dati mettono in evidenza l'evoluzione di un processo naturale attraverso il quale il nostro satellite può aver generato e mantenuto un proprio forte campo magnetico. Le scoperte rivelano che la Luna possiede un nucleo interno ricco di ferro con un raggio di circa 150 km e un nucleo fluido più esterno composto da liquido di ferro che ha un raggio di circa 320 km, a differenza della Terra che possiede uno strato di confine parzialmente fuso che arriva a circa 500 km di raggio. La ricerca indica anche che il nucleo lunare contiene una piccola percentuale di elementi leggeri come lo zolfo, confermando i nuovi dati raccolti sulla Terra che suggeriscono la presenza di elementi leggeri come lo zolfo e l'ossigeno in uno strato intorno al nostro nucleo. Per giungere a queste conclusioni i ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti durante le vaste esplorazioni delle missioni Apollo che distribuirono quattro sismografi tra il 1969 e il 1972 e registrarono attività sismica lunare fino alla fine del 1977.
Reene Weber, capo ricercatore e scienziato della NASA presso il Marshall
Space Flight Center di Untsville, Alabama: "abbiamo applicato ai dati
raccolti dai sismografi lasciati sulla Luna, metodologie utilizzate nella
sismologia terrestre, scoprendo per la prima volta l'esatta
composizione del nucleo lunare". Oltre al team della NASA hanno lavorato
al progetto anche l'Università della California a Santa Cruz e l'Istituto
di Fisica del Globo di Parigi. I risultati di questa ricerca sono stati
pubblicati sulla rivista Science.
Prosegue Weber: "speriamo di continuare a lavorare con i dati raccolti dalle missioni Apollo e affinare sempre più le tecniche d'analisi per giungere a nuovi risultati".
Le future missioni della NASA contribuiranno a raccogliere dati più
dettagliati. Quest'anno dovrebbe partire la missione denominata GRAIL (Gravity
Recovery and Interior Laboratory) La NASA e le altre agenzie spaziali stanno studiando un piano di monitoraggio geofisico della Luna da attuarsi nelle missioni internazionali per il prossimo decennio. Mi piace ricordare che ancora una volta le missioni Apollo confermano il loro valore scientifico oltre che tecnologico e l'immenso apporto dato alla scienza, fino ad oggi le stime delle proprietà e delle dimensioni del nucleo lunare erano state oggetto di disaccordi tra gli scienziati. I sofisticati apparati attuali hanno permesso di comprendere e analizzare in profondità i dati raccolti 40 anni fa. Credo che le missioni Apollo, riserveranno agli scienziati altre sorprese... I dati sono ancora la e aspettano di essere compresi. fonte: NASA |
| 5 Gennaio 2011 - Mars Reconnaissance Orbiter | |
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Mars Orbiter Sees Rover Opportunity at Crater Edge photo credit: NASA / JPL-Caltech / Univ. di Arizona
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Il 31 dicembre scorso, la fotocamera della Mars Reconnaissance Orbiter, HiRISE, (High ResolutionImaging Science Experiment) ha acquisito l'immagine del rover Opportunity sul bordo S/W del cratere "Santa Maria" nel giorno marziano (sol) 2466 dall'inizio della missione del rover su Marte.Opportunity è all'interno del cratere per rilevare la geometria degli strati di roccia e per definire la stratigrafia e il processo d'impatto. Santa Maria è un cratere di 295 metri di diametro, relativamente giovane. Il cratere, si trova nella Meridiani Planum, e dista circa 6 km. dal bordo del cratere Endeavour molto più grande,che sarà la destinazione prossima di Opportunity. Il bordo di Endeavour contiene l'indicazione spettrale di minerali argillosi e si ritiene che si siano formati per la presenza di acqua in passato. I dati del Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer, riportano indicazioni della presenza di solfati idrati sul bordo sud-orientale del cratere Santa Maria. Il team prevede di utilizzare il rover Opportunity per indagare quella zona durante la congiunzione solare tra la fine Gennaio e l'inizio di febbraio. Durante tale periodo, Marte sarà quasi dietro al Sole (dal punto di vista della Terra) e i comandi al veicolo spaziale saranno abbastanza limitati. Successivamente Opportunity attraverserà a N/W verso il bordo del cratere Endeavour, e verrà aiutata nella navigazione dalle immagini di HiRISE, anche per visitare alcuni interessanti crateri più piccoli che troverà lungo il suo percorso. fonte:NASA
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| 4 Gennaio 2010 - Proseguono i test sul serbatoio del Discovery | |
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I tecnici della NASA presso il Kennedy Space Center in Florida inizieranno oggi le modifiche alle 34 travi di sostegno, (cosciali) sul serbatoio esterno dello Space Shuttle Discovery. I tecnici inseriranno delle fasce metalliche nell'area di spinta dal serbatoio esterno al fine di aumentare il sostegno strutturale alle traverse. Le aree di spinta si trovano nei punti di attacco tra il serbatoio e il booster a propellente solido e subiscono il maggior stress durante il volo. Il lavoro durerà circa una settimana. Le squadre attualmente stanno eseguendo la scansione su tutte le traverse del serbatoio con un dispositivo a raggi x (CR) che consente ai progettisti di vedere sotto la schiuma isolante. Il team di ingegneri si riunirà nuovamente Giovedi per stabilire se e quante modifiche saranno necessarie sulle traverse rimanenti. Le riparazioni delle quattro fessure sulle traverse che sono state scoperte il 29 dicembre, sono iniziate ieri e dovrebbero essere completate a metà settimana e sono simili alle riparazioni effettuate sulle crepe trovate su due traverse il 5 novembre durante il tentativo di lancio. La prossima data di lancio per il Discovery STS-133 resta il 3 febbraio con una finestra di lancio che si estende fino al 10 febbraio. fonte:NASA
Un tecnico al lavoro. Photo credit:NASA/FrankieMartin
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| 4 Gennaio 2011 - 400 anni fa: Galileo Galilei e il cannocchiale | |
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Le notti tra il 4 e il 15 gennaio del 1610, saranno probabilmente tra le più importanti nella storia dell'astronomia. l'italiano Galileo Galilei, punta il cannocchiale (un tubo di legno rivestito di carta, dotato di un obiettivo bi-convesso e un oculare piano-convesso.Ingrandiva circa 14 volte) verso il cielo e osserva i crateri e le montagne della Luna, il movimento delle macchie sul Sole, quattro Lune che ruotano intorno a Giove, le fasi di Venere, e le stelle della Via Lattea. La figura di Galileo Galilei nella storia della scienza, non è stata solo un emblema, ma il cardine attorno al quale ha sempre ruotato il rapporto dell'uomo con la realtà che lo circonda. L'essere umano da sempre circondato da questo immenso e sconosciuto universo celeste.
Galileo Galilei e il suo "primitivo" cannocchiale.
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| 2 Gennaio 2011 - Il cratere Tycho | |
![]() Il cratere Tycho credit:NASA/GFSC |
Il cratere lunare Tycho prende il nome dall'astronomo del 16° secolo, il danese Tycho Brahe. Tycho è un cratere di 85 km di diametro, situato a 43,3 ° S, 11,2 ° W. Uno dei crateri più visibili della Luna. Il materiale espulso è così diffuso che gli astronauti della missione. Apollo 17 hanno campionato dei suoi proietti ad oltre 2000 km di distanza dal cratere! Gli scienziati hanno datato i campioni di Tycho a circa 110 milioni di anni.
Nel dettaglio è visibile un blocco di 320 mt. eiettato dall'impatto che ha formato il cratere
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| 30 Dicembre 2010 Giove e la sonda Cassini. | |
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Dieci anni fa, il 30 dicembre 2000, la navicella spaziale della NASA Cassini ha fatto il suo approccio più vicino a Giove nel suo cammino verso l'orbita intorno a Saturno .Lo scopo principale è stato quello di utilizzare la gravità del più grande pianeta del nostro sistema solare come una fionda. L'incontro con Giove, il fratello maggiore di Saturno, ha dato al progetto Cassini un laboratorio ideale per testare i suoi strumenti prima di arrivare al pianeta con gli anelli, poi raggiunto nel 2004. Fonte: NASA
Giove visto dalla Cassini durane il Fly-by. credit:NASA |
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