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APOLLO 14 Edgar Mitchell |
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Edgar Mitchell La Via dell'esploratore |
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288 pagine Verdechiaro Edizioni
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Nel novembre 2010 l'editore Verdechiaro ha pubblicato "La via dell'esploratore" edizione italiana di "The way of the Explorer" il libro che Edgar Mitchell ha pubblicato nel 1996 (1° ed.) Il libro tradotto e curato da Paola Harris, ripercorre le tappe della vita di Mitchell che da giovane appassionato del volo, nel 1971 prese parte alla più grande avventura dell'uomo: camminare sulla Luna.
Il libro che consiglio a tutti anche a coloro che non sono appassionati di missioni spaziali. Oltre a descrivere le operazioni tecniche e le difficoltà da superare per arrivare sulla Luna, con la sensibilità che lo contraddistingue, l'autore ci porta all'interno di un mondo inesplicabile come quello della Noetica. Edgar Mitchell passò alla ribalta dei media per il suo famoso esperimento di "telepatia spaziale" che effettuò durante il viaggio dalla Terra alla Luna e viceversa, prima di partire alla volta della Luna, si era segretamente accordato con alcuni appassionati della materia per effettuare degli esperimenti di telepatia utilizzando le carte Zener, inventate dallo psicologo Karl Zener. Il mazzo è composto da 25 carte con cinque segni:il cerchio, la croce, il quadrato, la stella e l'onda. L'esperimento tipico consiste nel far indovinare al soggetto la prossima carta che verrà estratta dal mazzo. La probabilità di indovinare la carta è indicativamente del 20%, quindi se tale esperimento si fosse discostato considerevolmente da questa percentuale, in modo tale da non potersi attribuire a pura casualità, ne sarebbe conseguita la dimostrazione dell'esistenza di un fenomeno associabile con la lettura del pensiero. Mitchell eseguì l'esperimento durante il turno di sonno di Shepard e Roosa, per poi valutarne i risultati una volta ritornato sulla Terra. I partecipanti all’esperimento sulla Terra dovevano determinare la sequenza che Mitchell avrebbe pensato e segnato in una tabella. L'esperimento venne svelato ai media sette giorni dopo, quando Mitchell si trovava ancora in quarantena.
Mitchell era convinto che il suo esperimento avesse prodotto risultati confortanti e significativi, (superiori al 20%) ma i media lo attaccarono violentemente, anche la NASA non era particolarmente felice che un suo astronauta conducesse "esperimenti" a sua insaputa. Il suo collega e comandante, Alan Shepard appresa la notizia rimase sorpreso, ma da uomo ironico quale egli era, ci sorrise su e archiviò la questione.
L'astronauta durante il suo incredibile viaggio sperimentò sensazioni mai provate prima, una sorta di connessione universale che lo assalì a più riprese. Dopo il suo volo con Apollo 14, non volò più e fondò l'Institute of Noetics Sciences per proseguire le sue ricerche scientifiche sulla parapsicologia. In una intervista disse che aveva sperimentato sulla via del ritorno dalla Luna. Mitchell: "nothing short of an overwhelming sense of universal connectedness". (Niente meno che un soverchiante senso di connessione universale).
Il libro vi porterà all'interno di meandri inesplorati della mente, difficile seguire alcuni concetti che per molti potrebbero sembrare astratti al limite del fantascientifico. Mitchell nei 25 anni dedicati a questa ricerca, ha saputo coinvolgere migliaia di persone con perseveranza, anche quando i fondi cominciarono a scarseggiare, lui la sua associazione non hanno mai perso le speranze ed hanno continuato a crescere arrivando ad avere migliaia di iscritti e appassionati, senza però arrivare a diventare una "setta" perchè Mitchell fu subito chiaro: "Si tratta di esperimenti, di ricerca condotta in modo serio e scientifico, non voglio adepti, ma studiosi".
La via dell'esploratore è un libro diverso da tutti quelli scritti dagli astronauti che sono andati sulla Luna, un libro scritto da un uomo con una capacità d'introspezione fuori dal comune, un libro che vi farà pensare.
L'autore con suo instancabile lavoro ha proposto una teoria che può spiegare non solo i misteri della coscienza umana, ma anche gli eventi psichici, ciò che i religiosi chiamano «miracoli» e gli scienziati ovviamente rifiutano.
Mitchell traccia la via per coloro che si sono sempre chiesti: Chi siamo? Da dove veniamo? Cosa accade dopo la morte? Siamo soli nell'universo?
" La risposte? Trovatele da soli leggendo il libro."
- Luigi Pizzimenti
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Edgar Mitchell - Apollo 14 Lmp 6° uomo a camminare sulla Luna"We went to the Moon as technicians; we returned as humanitarians". — Edgar Mitchell
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Fra i più enigmatici astronauti del Programma Apollo, recentemente alla trasmissione televisiva: Alle Falde del Kilimangiaro, ha confermato quanto mi disse alcuni anni fa.
Mitchell oltre ad
essere stato uno dei Magnifici 12 che hanno camminato sulla
Luna, saltò alla ribalta dei media per i suoi "strani" esperimenti che
fece a bordo di Apollo 14. Oggi Mitchell sorride per questo
“esperimento” che purtroppo non gli portò fortuna negli ambienti
della NASA… E’ sempre stato considerato “diverso” dai suoi
colleghi, forse perchè intellettualmente era un gradino più in
alto. "Suddenly, from behind the rim of the Moon, in long, slow-motion moments of immense majesty, there emerges a sparkling blue and white jewel, a light, delicate sky-blue sphere laced with slowly swirling veils of white, rising gradually like a small pearl in a thick sea of black mystery. It takes more than a moment to fully realize this is Earth . . . home." — Edgar Mitchel
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Apollo 14 La missione estratto da: Progetto Apollo "Il sogno più grande dell'uomo di Luigi Pizzimenti
Evitato il dramma nella
missione precedente, con l’Apollo 14, la NASA si “giocava” tutto il
programma. Un nuovo fallimento avrebbe portato alla cancellazione di
tutte le altre restanti imprese lunari.
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Shepard allunò a circa 30
metri di distanza dal punto prestabilito, il modulo lunare “Antares”
aveva raggiunto il proprio obiettivo 24 chilometri a nord del grande
cratere Fra’ Mauro. Alle ore 15,56 ora italiana a Houston le 8,56 del mattino del 5 febbraio, Alan Shepard compiva il suo primo passo sul suolo lunare, diventando il 5 uomo a camminare sulla Luna. Ed Mitchell lo seguì immediatamente dopo diventando il 6 uomo. Questo il dialogo di quei momenti: “Al, possiamo vederti sulla scaletta in questo momento” disse il Cap-com da Houston – “Sulla destra dello schermo. ti vediamo bene mentre sei sul gradino più in basso… e sulla superficie… niente male per un uomo anziano!” “Okay” – rispose Shepard sulla superficie lunare “Alan is on the surface, and it’s been a long way… but we’re here” (Okey, Al è sulla suerficie, ed è stata una strada lunga, ma ci siamo!). Mitchell subito dopo essere sceso dalla scaletta, disse: “è divertente, basta darsi una piccola spinta ed è come se una molla vi scattasse sotto il piede, dal suolo fino a spingervi in avanti, di dietro e di lato, come camminare su di un materasso a molle … è fantastico” |
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Il Carrello M.E.T. (Modularized Equipement Transporter, Trasportatore
Modulare di Equipaggiamenti) è la caratteristica principale, eletto a
simbolo, che differenzia Apollo 14 da tutte le altre missioni.
Il M.E.T. era un mezzo innovativo anche se a prima vista poteva sembrare
un normale carretto…Infatti le sue ruote e in particolare le sue gomme,
costruite appositamente dalla “Goodyear” erano un concentrato di
tecnologia. Non avevano nulla di terrestre, gonfiate ad azoto perché incombustibile, avevano una pressione interna di 0,14 cmq contro una pressione normale di 1,9 cmq per le auto terrestri. Ogni singolo pneumatico pesava circa un chilogrammo, lo spessore della cassa era di due millimetri e mezzo, mentre lo spessore della camera d’aria era di un millimetro e mezzo. Per evitare fughe d’azoto e il conseguente sgonfiamento dei pneumatici (immaginate Shepard e Mitchel mentre cercano un’area di servizio…) dicevo; per evitare lo sgonfiamento le gomme erano rivestite all’interno con una soluzione di poliuretano. Infine la gomma era una forma purificata di Natsyn, che poteva resistere alle ostili condizioni ambientali lunari ( da meno 65 a più 122 gradi centigradi). Le ruote potevano sopportare un carico di 28 kg. Lunari che equivalgono a 168 Kg. Terrestri.Il Carretto pesava 9 Kg. E veniva trascinato dall’astronauta di turno consentendo una velocità massima di circa un metro al secondo. (La velocità era determinata dal terreno). |
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La terza missione lunare con sbarco di uomini sulla Luna, migliorò tutti
i record ottenuti con Apollo 11 e 12: Uso del M.E.T. (carrello porta
strumenti a due ruote). Carico record di 33 tonnellate del veicolo una
volta entrato in orbita lunare. Distanza dal LEM di 2190 m. raggiunta
dagli astronauti sulla Luna (400 m. Apollo 12). 33 ore e 31 minuti di
permanenza sulla Luna ( 31 ore l’Apollo 12 ). 9 ore e 47 minuti di EVA
lunare ( 7 ore e 48 minuti Apollo 12 ). 34 rivoluzioni in orbita lunare,
in 66 ore e 39 minuti (45 rivoluzioni Apollo 12). Numerosi esperimenti
compiuti da Roosa, nel periodo di solitudine in orbita lunare.
Esperimenti di sismica attiva sulla Luna. 225 Kg. di strumenti lasciati
sulla Luna ( 200 Apollo 12). Tutti i diritti riservati Copyright © Elara Copyright © Luigi Pizzimenti |
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| Cape Canaveral 2008 | San Diego 2009 | ||
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| Presentazione del libro "Progetto Apollo" Cape Canaveral nov. 2009 | |||
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| Dedica del libro "Progetto Apollo" Cape Canaveral nov. 2010 | |||
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| Alle Falde del KILIMANGIARO 24/10/2010 | |||
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